Kimono e protezioni

Il Nippon Kempo si pratica nel DOJO (DO = via; JO = luogo), “il luogo dove viene praticata la Via”: uno spazio non dove ci si allena ma un luogo sacro che anticamente veniva chiamato “spazio dell’illuminazione”.

Il concetto di DOJO proviene dal Buddismo e, nel Giappone dei Samurai, indicava il luogo dell’isolamento e della meditazione. Più tardi cambiò significato e venne usato per indicare il luogo dove vengono esercitate le arti marziali.

In palestra si trova il TATAMI (o materassina), tradizionale pavimentazione giapponese composta da pannelli morbidi di forma rettangolare affiancati tra loro, che protegge e attutisce le cadute degli atleti durante il combattimento e le proiezioni.

Gli atleti che praticano il Nippon Kempo indossano il KEMPOGI (kimono bianco composto da giacca e pantaloni). Come in quasi tutte la arti marziali giapponesi il livello e il grado di preparazione dell’atleta viene indicato dalla cintura (il grado più basso è rappresentato dalla cintura gialla, proseguendo con i colori arancio, verde, blu, marrone e infine nera).

Il combattimento si pratica indossando la CORAZZA. La corazze è composta da una maschera con griglia metallica di protezione per il viso, molto ben imbottita nella parte a contatto con la testa e trattenuta mediante delle resistenti corde.


Il corpo è protetto da un corazza imbottita, legata al corpo saldamente in maniera però da consentire la piena mobilità del tronco. Contiene al suo interno uno scudo di plexiglas o materialemetallico flessibile ed è rivestita di pelle nella parte esposta ai colpi.
In testa si indossa una maschera con protezioni in ferro per non ricevere colpi direttamente al viso.
Per proteggere le mani si indossano guantoni da boxe e le gambe sono protette da paratibie che permettono di colpire in maniera potente anche tramite i calci.
Per ultima, ma non meno importante, s’indossa una conchiglia per proteggere i genitali, anch’essa imbottita e legata tramite corde alla vita.